Sinner guida l’assalto azzurro a Melbourne, tra ambizioni storiche e outsider pronti a sorprendere
Melbourne è pronta ad accendersi, l’estate australiana a diventare incandescente. Domenica 18 gennaio prende il via il primo Slam dell’anno, gli Australian Open, e l’Italia si presenta al cancelletto di partenza con un biglietto da visita che pesa come un macigno: Jannik Sinner. Il numero uno del mondo e campione in carica delle ultime due edizioni arriva a Melbourne con l’aura di chi non deve dimostrare più nulla, ma vuole prendersi tutto. L’esordio contro Hugo Gaston è solo il primo gradino di una possibile tripletta che, secondo i bookmaker, resta lo scenario più probabile. Le quote parlano chiaro: Sinner è l’uomo da battere.
Alle sue spalle, come un’ombra elegante e pericolosa, c’è Carlos Alcaraz. A Melbourne lo spagnolo non gioca solo per il titolo, ma per la storia: vincere significherebbe completare il Career Grand Slam, un traguardo che separa i grandi dai leggendari. Più defilato, ma mai fuori dai giochi, Novak Djokovic. Dieci volte re d’Australia, il serbo si presenta con qualche dubbio fisico di troppo, ma con un curriculum che impone rispetto. Quando Djokovic entra in uno Slam, le statistiche tremano e la logica spesso si arrende.
Attenzione anche a Alexander Zverev, finalista nel 2025 e ancora a caccia del primo Slam in carriera. È lì, in seconda fila, pronto ad approfittare di qualsiasi crepa nel muro dei favoriti.
E poi c’è l’altra Italia, quella che sogna in silenzio ma non smette di crederci. Lorenzo Musetti, salito fino al quinto posto del ranking ATP, debutta contro Raphael Collignon e si presenta come una mina vagante di lusso. Il suo trionfo resta un’ipotesi lontana, ma il talento non è mai stato in discussione.
Percorso più in salita per Matteo Berrettini, tradito dal sorteggio: al primo turno trova il padrone di casa Alex De Minaur, testa di serie numero sei e specialista delle notti australiane. Un esordio che sa di finale anticipata.
Il conto alla rovescia è finito. Melbourne aspetta, l’Italia osserva e sogna. Con Sinner davanti a tutti e una pattuglia pronta a stupire, questi Australian Open promettono di parlare sempre più azzurro.