Le parole dell’ex attaccante del Napoli sul futuro del Napoli con al comando Rudi Garcia
Nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuto Emanuele Calaiò, ex attaccante del Napoli. Ha lasciato alcune dichiarazioni sul futuro della squadra azzurra che a partire dalla prossima stagione non avrà più al comando Luciano Spalletti, bensì Rudi Garcia. Queste le sue parole:
“Dubbi dei tifosi con Garcia? Dopo quello che è successo quest’anno vedo prima lavorare l’allenatore e poi do giudizi. Eravamo scettici anche con Spalletti, ma alla fine il Napoli ha dominato dentro e fuori dal campo, anche dopo l’addio di calciatori come Insigne, Koulibaly, Mertens.
Avrei preferito qualche altro allenatore ma va dato tempo a Garcia per vedere anche che gioco farà. Dipenderà dal mercato. Arrivare dopo uno scudetto vinto e dopo Spalletti sarà dura, ma un conto sarà iniziare con Osimhen e Kim e un altro è se verranno a mancare calciatori del genere. Garcia ha girato piazze importanti comunque e la personalità non gli manca.
Gli elogi di Calaiò per Kvaratskhelia:
“Kvara? Un campione si definisce tale quando si riconferma. Quest’anno ha fatto le fortune del Napoli e va messo nelle condizioni di fare anche meglio. Nella seconda parte del campionato è calato un po’ perché i terzini hanno imparato a conoscerlo ma il Napoli dovrà ripartire da lui. Da veterano di spogliatio lo metterei in condizione di crescere e stare tranquillo. Ha qualità e personalità e non si è visto ancora tutto di Kvaratskhelia, lo hanno detto anche Osimhen e Spalletti”.
Le parole per Giacomo Raspadori:
“Raspadori? È stato fatto un investimento importante però ha fatto gol determinanti, quello contro la Juve sarà indimenticabile. Quando sei in una squadra come il Napoli devi avere dei doppioni in ogni ruolo. Il modulo ha un po’ penalizzato Raspadori perché il Napoli non gioca con la seconda punta e lui come falso nove fa fatica. Per l’investimento fatto penso che De Laurentiis chiederà a Garcia di inserirlo di più nel progetto e farlo giocare di più. Ma Raspadori è consapevole che può giocare e non giocare, ma la forza del Napoli è stata questa: farsi trovare pronti al momento giusto.