Aurelio De Laurentiis rompe il silenzio. Il presidente del Napoli lo fa, parlando della Juventus, intervenendo al salone d’onore del Coni alla presentazione del volume Codice di Giustizia Sportiva Figc (edizioni Giuffrè Francis Lefebvre) dell’avvocato della Federcalcio Giancarlo Viglione. “Nuova Calciopoli? Non sta a me stabilire certe cose, questo lo fanno i magistrati – ha detto ADL – Però dico da sempre che il calcio è malato dall’alto, perché quando uno non vuol capire che non ci sono sufficienti risorse per andare avanti ancora con questa tipologia di campionato e non si vuol fare la rivoluzione copernicana perché bisogna essere rieletti. Questo è un problema di tutti quelli che sono sottoposti a rielezioni, come nel mondo della politica anche in quello dello sport. E quindi nel mondo dello sport purtroppo la sorveglianza è latente e la volontà di voler modificare, creandosi delle antipatie, è difficile trovarla”.
Il Napoli si sta allenando in Turchia: “Quando vorremmo parlare del Napoli ne parleremo, ora lasciamoli lavorare in Turchia, stanno al mare, felici, contenti e sereni. Hamsik? Lui è una colonna del Napoli, rappresenta la mia storia napoletana. Lui è stato un capitano esemplare, una persona straordinaria, un calciatore esemplare. Ce ne fossero come lui”.
Si torna a parlare di Superlega: “Dovete andare su Netflix e ci sono quattro puntate su FIFA. Guardatevele prima e così vi darete da soli delle risposte”.
De Laurentiis parla a larghi tratti: “Il Governo è sempre stato assente, benché il nostro gettito fiscale sia importantissimo. Molta gente soffre, non riesce ad arrivare a fine mese. Questa è una storia che è peggiorata ma che è sempre esistita. Quale è la panacea per far stare calmi e buoni tutti? Il calcio. Lo Stato non è stupido, lo sa – ha specificato – Però lo ignora, perché altrimenti dovrebbe fare in modo che le leggi sulla modernizzazione del calcio si realizzassero in cinque minuti. Ci vuole pochissimo per cambiare il calcio, visto che è malato ovunque. I conti non tornano”.