Eljif Elmas non dimentica Napoli. Il centrocampista macedone, oggi all’Atalanta, è tornato a raccontare gli anni trascorsi in azzurro in una lunga intervista concessa a Flashscore, Diretta.it, nella quale ha ripercorso alcuni dei momenti più importanti della sua carriera. E tra i passaggi più interessanti c’è una frase che riapre, almeno idealmente, una porta sul suo recente passato napoletano.
Alla domanda sulla possibilità che il Napoli avrebbe potuto acquistarlo a titolo definitivo se Antonio Conte fosse rimasto allenatore, Elmas è stato chiarissimo: «Sì, e sarebbe stata la mia settima stagione a Napoli. Se Conte fosse rimasto, sono sicuro che sarei stato lì adesso».
Una dichiarazione che racconta quanto fosse legato al progetto tecnico dell’allenatore salentino e che permette di comprendere meglio perché, nonostante una stagione positiva, il suo ritorno a Napoli non si sia trasformato in un trasferimento definitivo.

“Sinceramente, mi aspettavo di restare al Napoli, perché si parlava da marzo del fatto che mi avrebbero riscattato e tutto il resto, ma alla fine le cose vanno come devono andare. Quando è arrivato maggio, ho capito che avrei dovuto fare un cambiamento e trasferirmi di nuovo da qualche altra parte. Ho avuto un’ottima stagione al Napoli, ho giocato 44 partite. È un onore giocare 44 gare sotto un allenatore come Antonio Conte, è significativo. È esattamente per lui che ho scelto di tornare. Volevo lavorare di nuovo con un esperto come lui e, a quanto pare, sono abbastanza fortunato da lavorare con un altro allenatore di alto livello quest’anno, Maurizio Sarri”.
Sui suoi ex compagni di squadra: “Ho giocato al fianco di Kevin De Bruyne, Scott McTominay, Stanislav Lobotka e vari altri giocatori di qualità. Quindi, nessuno può dirmi che non posso giocare in Bundesliga. Se non fossi stato abbastanza bravo da giocare in Bundesliga col Lipsia, non sarei stato in grado di giocare nemmeno al Napoli”.
Elmas ha parlato anche dei suoi esordi in azzurro e la vittoria del terzo scudetto: “La cosa che mi ha colpito di più fin dall’inizio è stato quando siamo arrivati al ritiro precampionato. Spalletti è venuto da noi e ha detto: ‘Sentite, l’anno scorso siamo arrivati terzi, ma quest’anno non voglio arrivare secondo, terzo o quarto. Quest’anno voglio essere campione. Saremo campioni‘. A volte, nemmeno noi credevamo di poter diventare campioni perché vincere il campionato col Napoli dopo 33 anni è incredibilmente difficile, ma quello è stato il momento in cui abbiamo iniziato tutti a crederci. Le sue parole ci hanno dato quell’energia extra per alzare davvero il livello del nostro lavoro”.

“A volte era persino, oserei dire, fastidioso su questo aspetto durante le sessioni di allenamento – chiarisce Elmas – ma te ne rendi conto solo dopo, quando non c’è più, quanto ti aiuti effettivamente a raggiungere un certo livello. Ci sono stati così tanti grandi momenti nel 2022/23; a febbraio la gente ci chiamava già favoriti e avevamo 20 punti di vantaggio. Ci sono stati così tanti momenti che non so nemmeno da dove cominciare. Poi, ad aprile, hanno messo una mia statua dove vivevo, una di quelle di plastica in un grande parco vicino a casa mia. I tifosi si stavano preparando per la consegna del trofeo. Tutto a Napoli era davvero speciale. Ogni settimana le persone venivano a casa mia portando dolci e ogni tipo di cibo. Ovunque andassi al ristorante, era già tutto pagato. Non potevi uscire facilmente per una passeggiata, quell’anno è stato semplicemente surreale“.