Un ricordo emozionante dell’ex amico Gigi e un incoraggiamento per la avventura di Elia nel Napoli
Gianfranco Gallo, attore, cantante e drammaturgo, ha condiviso su Facebook un toccante post dedicato a Elia Caprile, il secondo portiere del Napoli, che ha debuttato contro la Juventus a partita in corso per l’infortunio di Meret. Lo stesso Elia giocherà anche le prossime partite da titolare per sostituire il titolare. Gallo, che era il migliore amico di Gigi Caprile, padre di Elia, ha voluto raccontare i ricordi della loro giovinezza trascorsa insieme.
“Caro Elia, ti racconto tuo padre prima di Verona. Gigi Caprile era il mio migliore amico dalla nascita, fino a dopo la laurea. Dopo vinse un concorso e si trasferì a Verona. Io e Gigi eravamo inseparabili, nati nello stesso palazzo in via Giambattista Marino 13, sul Bar degli Azzurri. Quei rapporti da tutto il giorno insieme, lui era Bud Spencer ed io Terence Hill, per capirci. Partite interminabili ‘mmiezz”o campo’, chi è nato vicino al San Paolo capirà di cosa parlo.”
Gallo ricorda anche le avventure della loro gioventù, tra partite di calcio, vacanze e risse, ma anche momenti di spensieratezza. Una delle storie più memorabili si svolse durante la finale di Coppa Italia del 20 giugno 1979 tra Juventus e Palermo. Gigi e Gianfranco si ritrovarono in Curva, tra i tifosi palermitani, dove la situazione degenerò rapidamente.
“Era pomeriggio tardi e, dopo aver acquistato il biglietto, capitammo nella Curva dei palermitani, un settore rosanero che stava per trasformarsi in incubo. Gigi si era portato un ombrello e, mentre il clima si faceva teso, un tifoso del Palermo diventò eccessivamente aggressivo. Quando Causio segnò per la Juve, il tifoso impazzì e Gigi non poté resistere: gli assestò un cazzotto in pieno volto”.
Dopo il tumulto, i due amici si ritrovarono circondati da centinaia di persone e, sebbene il caos sembrasse inarrestabile, Gallo descrive con umorismo il loro stato d’animo: “Finalmente si vide un gruppo della Celere e lentamente uscimmo dal vortice. Ma non andammo a casa; scendemmo giù e continuammo a guardare la premiazione, io col giubbino strappato e Gigi con un piccolo segnetto di sangue sotto al naso”.
Concludendo il suo post, Gallo esprime la sua ammirazione per Elia, notando come anche lui sembri avere la stessa calma indomita di suo padre. “Ho guardato la conferenza stampa di Elia, mi sembra anche lui indomito e tranquillo come suo padre, ed in più lui tifa per il Napoli. Di una cosa sono certo però: non provate a buttar via l’ombrello di Elia!”
Queste parole non solo raccontano un pezzo di storia personale, ma celebrano anche il legame tra le generazioni, in cui i ricordi del passato si intrecciano con le nuove avventure di un giovane portiere in ascesa.