Le parole dell’ex calciatore del Lecce sulla sfida tra giallorossi e Napoli
Jeda, ex calciatore, tra le altre di Lecce e Cagliari, è intervenuto a 1Station Radio parlando della sfida Lecce–Napoli in programma domani alle ore 15:00 allo stadio Via del Mare. Queste le sue dichiarazioni:
“Lecce sorpresa di Serie A? Se parliamo di questo inizio di campionato, assolutamente sì. Non credo ci sia alcun problema a dirlo. Nonostante la sconfitta contro la Juventus ho visto un gran Lecce. Una squadra in forma che gioca con grande entusiasmo. È il frutto di un lavoro straordinario della società, e della gestione di un tecnico che aveva soltanto bisogno della giusta occasione. Complimenti ai giallorossi”.
Jeda ha poi parlato della ripresa da parte dei Campioni d’Italia nell’ultima gara contro l’Udinese, vinta nettamente con il risultato di 4-1: “Napoli in ripresa nelle ultime giornate: da cosa è dipeso la crescita recente degli uomini di Garcia? “Credo che fare il paragone con la squadra di Spalletti non sia né bello né giusto. Ogni allenatore ha la propria filosofia. Garcia, però, deve capire che non è lui ad essere il fattore più importante della squadra. Sono i calciatori che scendono in campo, e sarà fondamentale entrare nella loro testa. Il tecnico francese dovrà capire la squadra e, soprattutto, maturare un rapporto con la squadra. Non credo che i giocatori non vogliano sposare le idee di gioco dell’allenatore. Sono, però, convinto che serva una sintesi tra le visioni di calciatori e mister, a cui non va imposto un assetto di gioco. Sono convinto che, proprio a tal fine, ci sia stato un costruttivo confronto”
L’ex Lecce ha concluso parlando di quale sarà calciatore domani potrà essere decisivo, da una parte e dall’altra:
“Un calciatore, sia del Napoli che del Lecce, che potrà essere decisivo nella sfida di domani? Sono grande fan di Osimhen, ma è chiaro che Kvaratskhelia possa essere uno di quei calciatori che spostano gli equilibri. Per quanto riguarda il Lecce, Krstovic è un giocatore che ammetto mi ha impressionato parecchio. Vantare una tale incisività, al primo anno in Italia, non è da tutti…”.