L’errore di Juan Jesus contro il Cagliari ha messo alla luce, per l’ennesima volta in questa stagione, le carenze della retroguardia azzurra. Con una difesa così il quarto posto è un’illusione
Juan Jesus nella partita contro il Cagliari si è reso protagonista di un errore sanguinoso. Il centrale brasiliano, infatti, ha mancato l’intervento su un pallone alto che è poi stato addomesticato da Luvumbo e messo in rete. Un abbaglio clamoroso, considerando che la partita si avviava alla conclusione, che non ha permesso alla squadra partenopea di tornare a casa con i tre punti dalla Sardegna Arena. Il pareggio, poi, cancella anche le ultime speranze di qualificazione alla prossima Champions League. Il quarto posto, distante 11 punti, a tredici partite dal termine sembra ormai un miraggio.
L’errore di Juan Jesus, però, più che provocare delle critiche verso il giocatore crea degli interrogativi circa la programmazione della società. La partenza di Kim Min-Jae, la scorsa estate, è stata una perdita importante per la rosa. Oltre al valore del giocatore, a pesare è il fatto che nessun sostituto credibile sia arrivato all’ombra del Vesuvio. L’unico acquisto è stato quello di Natan che nel corso della stagione si è dimostrato un giocatore dal buon potenziale, ma molto acerbo. Tanto che Rudi Garcia, Mazzarri e in ultimo Calzona (in queste prime uscite) gli hanno sempre preferito il connazionale più esperto.
La consapevolezza della tassello mancante nello scacchiere partenopeo, evidente nella prima parte della stagione, non si è rivelata sufficiente per correre ai ripari nella finestra di gennaio. Dopo molti ammiccamenti, principalmente con Nehuen Perez dell’Udinese, lo stesso De Laurentiis ha deciso di non agire sul reparto.

In questa direzione, quindi, è arrivata la conferma di Leo Ostigard. Il centrale norvegese sembrava essere destinato a lasciare la Campania, con numerosi club interessati al suo cartellino. Il tutto si è però trasformato in un nulla di fatto. Una decisione, quella di trattenere il calciatore, che ad oggi appare inspiegabile. Nella seconda parte della stagione, infatti, il suo minutaggio non è cresciuto e, al contrario, sono arrivate anche bocciature importanti.
Dopo oltre sette mesi dall’inizio di questa stagione, quindi, è possibile affermare che la retroguardia azzurra non è all’altezza degli obiettivi fissati la scorsa estate. Altre squadre concorrenti per la corsa al quarto posto, infatti, possono contare su un parco difensori di livello (sia qualitativo che di esperienza) più alto. In questo senso, quindi, il ridimensionamento di ciò che si chiede alla classifica è necessario. Se Calzona riuscisse a raggiungere la qualificazione in Europa League e l’accesso ai quarti di Champions avrebbe di fatto compiuto un miracolo.