Giovanni Malagò nei giorni scorsi ha ricevuto un appoggio quasi unanime della Lega Serie A, con 19 club su 20 pronti a candidarlo alle prossime elezioni della Figc in programma il prossimo 22 giugno. Intanto, dal palco di San Siro in occasione dell’evento organizzato da Il Foglio, l’ex presidente del Coni ha lanciato un chiaro messaggio alla politca. Ecco le sue parole: “Ho sempre sostenuto che la politica, più passa il tempo e più è indispensabile che si occupi dello sport e, soprattutto nello specifico, che si occupi del calcio. Poi il lessico del concetto ‘si occupi’ si può trasformare nel senso dell’infinito. Una cosa è che si occupi, una cosa è che occupi. Questo è il punto centrale di tutta la questione”.
Non ti spaventa che avrai a che fare con quella politica che non ti ha voluto riconfermare al Coni? “No, non mi spaventa, è una storia passata. Non c’è niente di peggio che un uomo rimanga agganciato a rimpianti, rimorsi, rancori. Oggettivamente mi sembra di avere anche altri interessi. Io sono uno che cerca di pensare che anche se c’è quello che non m’ha voluto bene, magari si può un giorno trovare la strada per rivolerci bene. Ma col 99,99% delle altre persone il mio rapporto è comunque di volerci bene. Poi lo frequento, lo frequento meno, ci stimiamo o meno, ci sono mille considerazioni. Invece c’è qualcuno che dice: ‘Io oggi devo aprire un nuovo fronte, devo litigare con qualcuno, devo creare una nuova polemica’. E questo è un problema serio, ma non tanto per lui, per il Paese. Purtroppo c’è una specie di modus vivendi, di moda, di luogo a ragionare per cui si dice: ‘Siccome quella persona non è un mio amico, pur di far sì che quella persona non ottenga qualcosa vado contro gli interessi generali. Spero di essere stato chiaro”.