Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, è intervenuto ai microfoni della Rai. Nel corso dell’intervista ha parlato dell’organizzazione della possible festa scudetto del Napoli. Su questa ha detto: “Napoli si sta preparando a una grande festa popolare, distribuita nella città e nell’area metropolitana, che sia gestita nel massimo della sicurezza e della partecipazione. Sarà una bella festa di popolo, con tanti artisti, uomini della cultura, tanti tifosi, e l’idea è che ci siano anche dei collegamenti internazionali perchè la comunità dei tifosi del Napoli è mondiale e quindi questa deve essere una vera festa globale».
Il sindaco ha poi aggiunto: “Noi pensiamo che ci saranno centinaia di migliaia di persone ma non dobbiamo aver paura della folla – ha proseguito -. Serve grande responsabilità da parte dei napoletani, e questa c’è, e dall’altro una capacità organizzativa da parte di tutte le istituzioni. Mettendo insieme responsabilità e organizzazione avremo una festa bellissima. E a tutti diciamo venite a Napoli perchè festeggerete con grande felicità ma anche con grande serenità”.
Il sindaco ha poi commentato la pace raggiunta tra la società e la tifoseria: “tutti i gruppi del tifo organizzato devono rispettare le regole di convivenza civile all’interno dello stadio e in città, dall’altro è chiaro che vogliono avere un ruolo nelle coreografie e poter tifare liberamente: questo è alla base di una pace e di una visione comune nell’interesse della città e della squadra. Poi ci auguriamo – ha aggiunto – di vincere non solo quest’anno ma anche i prossimi e quindi non basta una tregua, serve una pace duratura».
Su come si è giunti alla ricomposizione della frattura: “è stato un lavoro durato alcuni giorni. C’erano state forti incomprensioni, poi c’è stato un dialogo con il presidente De Laurentiis e con le altre istituzioni, la prefettura, la questura, che partiva da un principio non negoziabile: il rispetto delle regole, che è una cosa sacrosanta e deve venire da tutte le componenti del tifo. Questo dialogo e l’amore comune per la squadra e la città hanno portato al ritorno di quell’armonia di cui Napoli aveva bisogno. L’allenatore, tutti i calciatori e l’intera città volevano che ci fosse uno stadio”.