Luca Marelli, ex arbitro e moviolista Dazn, ha parlato ai microfoni di Radio Capri. Nel suo intervento ha commentato il contatto tra Anguissa e Dumfries in Inter-Napoli: “Nel finale, sull’azione di Simeone, non c’era nulla da verificare: il contatto era leggero. Sul rigore Anguissa-Dumfries, come ho già detto in trasmissione, il contatto è stato minimo e il VAR non sarebbe comunque intervenuto. Il protocollo prevede che il VAR non debba intervenire, non perché l’arbitro al monitor non sia in grado di valutare un contatto, ma semplicemente perché quel contatto era stato visto chiaramente da Mariani, che si trovava in un’ottima posizione. Il compito del VAR sarebbe stato solo quello di mostrare a Mariani ciò che aveva già osservato, e in questi casi non può intervenire. Le regole sono queste: il VAR non deve diventare una moviola in campo, perché altrimenti si rischia di entrare in un cinematografo continuo, dove ogni episodio deve essere rivisto al monitor. Il VAR non nasce per correggere ogni possibile errore, ma per correggere errori chiari ed evidenti. Questo non è solo un gioco di parole: l’episodio di domenica sera non rientra nella categoria di chiaro ed evidente errore, ma piuttosto in una valutazione che, a mio parere, è sbagliata. Tuttavia, ciascuno è libero di avere la propria interpretazione”.
Sul tocco di mano di Olivera: “Il tocco di mano di Olivera non è punibile. Si tratta di un contrasto tra giocatori, con le braccia che, tutto sommato, si trovavano in posizioni non congrue per un fallo da rigore. La soglia per assegnare un rigore deve essere molto alta, e in questo caso non ci sono gli estremi”.
In ultimo un passaggio sul campionato: “Inter e Napoli sono due squadre che si contenderanno il titolo fino alla fine. Il campionato è estremamente aperto: ci sono sei squadre che possono lottare per un posto in Champions League, e tra queste quattro hanno le carte in regola per vincere lo scudetto. Parlo di Inter, Napoli, Atalanta e Juventus”.
Fonte: Radio Capri