Meret ha svelato i suoi sogni: scudetto col Napoli e la laurea. Il talento azzurro ha rilasciato un’intervista per Il Mattino.
Il numero uno azzurro, Alex Meret, ha compiuto da poco i 22 anni. Punto fermo della Nazionale Under 21, è pronto ad entrare nella lista di Roberto Mancini e dimostrare il suo valore anche in Nazionale maggiore. Si è contraddistinto in un’ottima stagione con la maglia del Napoli, nella sua prima avventura in una squadra importante. Ha rilasciato una lunga ed interessante intervista per Il Mattino, parlando della sua infanzia, della sua crescita sportiva e dei suoi sogni nel cassetto.
Meret, se lo ricorda quel bambino? Cosa sta facendo?
“Sta pensando al pallone ed è con il suo compagno di banco Christian a immaginarsi su un campo di calcio vero. Una passione irrefrenabile. Poi il suo amico si iscrive nella scuola dei pulcini del Rivolto e lui riesce a convincere i suoi genitori a poterlo seguire. Ci resta due anni poi passa al Donatello e a dieci anni approda all’Udinese”.
Sempre portiere o è andato in porta perché era il meno bravo?
“Sono stato sempre e subito portiere. Fin dal primo allenamento. Peraltro i guanti erano quelli di Buffon come il poster in camera: era il mio idolo, come per tanti della mia generazione. Buffon ha fatto la storia del calcio italiano e io volevo fare il portiere. Con la testa sempre al pallone”.
Mamma e papà? Saranno contenti?
“Mia mamma e mio papà sono stati fantastici, perché non mi hanno mai forzato, mi hanno accompagnato ogni giorno dalla scuola al campo di allenamento e viceversa. Non si sono mai persi una mia partita. Però non hanno mai smesso di dirmi che dovevo studiare. E avevano ragione: mi sono diplomato al liceo Scientifico e ora sono iscritto all’Università San Raffaele di Roma, al corso di laurea di scienze motorie. Al primo esame ho preso 28. Lunedì ne ho un altro, in psicologia”.
Può servire per avvicinarsi alla sfida con l’Arsenal la psicologia?
“Sappiamo che sarà una gara difficile, ma noi ci arriveremo al meglio, nonostante lo scivolone di Empoli: conosciamo il loro valore, ma anche il nostro. Sappiamo anche che per migliorarci non dovremo più avere cali di rendimento, ne siamo consapevoli. A Londra ci aspetta una partita difficile ma siamo carichi e ci arriveremo al meglio. Senza dimenticare che domani con il Genoa vogliamo conquistare quei tre punti che ci servono per consolidare il nostro secondo posto”.
Per accorciare il gap dalla Juventus cosa ci vuole?
“È evidente, ci serve concentrazione in ogni partita, non bisogna mai sbagliare atteggiamento: per arrivare primi in classifica ci vuole l’approccio giusto sempre, contro ogni avversario. D’altronde, la Juventus lo insegna: sono anni che non perde un colpo. La mentalità è una cosa che hanno dentro. Si vede, si capisce”.
Fonte: Il Mattino.