“Nel mezzo del cammin della stagione, ci ritrovammo in una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Ovviamente, la selva oscura non sta per l’allegoria dantesca del peccato ma piuttosto per lo stato depressivo in cui sembra essere piombato l’ambiente napoletano. Due sconfitte consecutive in meno di sei giorni, amarezze che il popolo partenopeo aveva dimenticato per circa nove mesi. Sarri è ritornato a essere un semplice allenatore di provincia di categorie inferiori e Napoli che a dicembre ha già fallito tutti gli obiettivi. Insomma, la solita mancanza di equilibrio nel mondo del calcio.
Premesso che Sarri e squadra non devono essere difesi sempre e comunque – e non ne hanno bisogno – ma gli estremismi nel calcio non servono. Che l’allenatore toscano abbia commesso i suoi errori è fuori discussione, ma non può essere considerato il giorno prima un fenomeno e il giorno dopo uno che sta per sbaglio in serie A. Ha avuto tanti meriti Sarri: ha portato una squadra a lottare per il vertice, ha valorizzato giocatori, ha mostrato all’Italia e all’Europa cosa vuol dire giocare a calcio, rappresentando un’eccezione all’interno di un contesto, come quello calcistico, a volte ripetitivo. Tutte cose ormai assodate, riconosciute e che non devono essere dimenticate.
Ha commesso anche errori e ora, si stanno pagando. Come quello di non puntare sull’intera rosa, concedendo poco spazio a chi, come Zielinski, Ounas, Rog o Diawara, avrebbe potuto far rifiatare i titolari che in questo momento non sembrano essere al top. E magari, facendoli giocare, avrebbero potuto dimostrare, gara dopo gara, di poter contare anche su di loro. E l’Europa League può essere una competizione in cui dare la possibilità di continuità e di crescita a chi finora ha avuto meno spazio, fermo restando che è una competizione alla portata del Napoli e si tratta di un trofeo che, come lo scudetto, manca dai tempi di Maradona.
Nessun dramma dunque, nessun estremismo: Sarri avrà commesso i suoi errori ed è giusto riportarli, ma non si diventa incapaci all’improvviso. Non si resta ai vertici se non si hanno delle qualità e capacità che ti portano a trovare le giuste soluzioni. Ora testa alla Fiorentina, da domenica si riparte.