Tra infortuni, nuove soluzioni e qualche passaggio a vuoto, gli azzurri restano in corsa: il meglio deve ancora venire
Il Napoli di Antonio Conte è ancora un’opera in costruzione, ma con fondamenta solide e ambizioni altissime. Dopo un inizio di stagione fatto di alti e bassi tra Serie A e Champions League, la squadra campione d’Italia non ha mai perso la consapevolezza di poter puntare nuovamente al titolo. Gli infortuni e la condizione altalenante hanno rallentato la marcia, ma l’arrivo di Kevin De Bruyne e Rasmus Hojlund è un motivo di speranza concreta. L’adattamento dei due nuovi leader sta cambiando il volto del Napoli. Hojlund, chiamato a sostituire lo sfortunato Lukaku, ha risposto presente con gol e coraggio.
De Bruyne, dopo qualche settimana di rodaggio, ha già cominciato a regalare lampi di classe e geometrie. La loro sinergia è il fulcro su cui Conte sta rifondando la squadra. Secondo i pronostici di Bottadiculo, nessun’altra formazione ha il mix di talento e struttura del Napoli: gli azzurri sono i favoriti numero uno per lo Scudetto.
Rrahmani, l’equilibratore silenzioso
Ma senza Amir Rrahmani, la difesa traballa. Con lui in campo, il Napoli ha mantenuto la porta inviolata nelle prime due partite. Da quel momento in poi, nessun clean sheet. Il suo ritorno è atteso come una svolta. Il pareggio sfumato a Torino – con gol annullato al 93′ – ha mostrato tutti i limiti di una squadra ancora fragile nei momenti chiave.
La gestione delle energie è la sfida
Gli infortuni continuano a condizionare il cammino azzurro. Da Hojlund a Lobotka, da McTominay a Politano, Conte è costretto a rotazioni ridotte e scelte forzate. “Meglio un cavallo sano di uno zoppo”, ha detto il tecnico, sintetizzando la sua filosofia: chi non è al top resta fuori. Ma con il calendario fitto, il margine d’errore è minimo.
Un campionato più aperto di quanto sembri
In vetta c’è equilibrio: Napoli, Inter e Roma si giocano la leadership, ma il livello generale resta inferiore alle attese. Conte ci crede: lavora su nuove soluzioni, come Spinazzola esterno alto, e aspetta la crescita di chi è ancora in ritardo, come Lucca. Per l’ex Udinese servono più coraggio e movimenti efficaci, perché nel Napoli di Conte le occasioni vanno prese al volo.
Il fattore mentale
Tre sconfitte in nove gare ufficiali impongono una riflessione, ma non allarmano. Conte è al lavoro anche sulla tenuta mentale: sa che il titolo si difende con compattezza, spirito di squadra e leadership. Il rientro di Rrahmani, il ritorno di Hojlund a pieno regime e la classe di De Bruyne possono riaccendere il motore.
La stagione è ancora lunga, ma se il Napoli trova il ritmo giusto, nessun traguardo è precluso.