Conte ha schierato i suoi giocatori in modo da aver garantito il pressing e l’aggressione alta sugli avversari. L’ultimo esempio c’è stato contro il Como
Il Napoli di Antonio Conte in pochi mesi di lavoro ha preso già la fisionomia delle squadre allenate in passato dal tecnico. Quest’ultimo, infatti, sin dagli albori della sua carriera in panchina ha sempre richiesto attenzione e fame ai propri giocatori. Non solo, quindi, è necessario non commettere errori banali ed ingenui, ma bisogna sempre lottare su ogni pallone e cercare di sporcare la giocata all’avversario. I modi in cui questi dogma si sono sviluppati nel corso del suo percorso da tecnico, però, non sono stati lineari. Conte, difatti, ha dimostrato anche di sapersi adattare alle caratteristiche della rosa a disposizione. Così nelle sue avventure sulla panchina della Juventus (i primi anni) e dell’Inter ha sempre spinto la sua compagine ad un’approccio attendista verso l’avversario. Le sue squadre, dunque, si abbassavano e difendevano tutti nella propria metà campo per poi recuperare il pallone e far male in contropiede.

Al Napoli l’approccio di Conte, pur nel rispetto dei dogmi sopracitati, sembra essere cambiato
Ai suoi ragazzi, infatti, l’allenatore chiede sempre di adottare un pressing alto che vada ad asfissiare la fonte del gioco avversaria. Una costante aggressione nella metà campo offensiva che è dispendiosa dal punto di vista fisico, ma che crea grandi difficoltà in costruzione agli avversari. A permettere tale schema al tecnico sono anche le caratteristiche dei singoli, da Kvara e Lukaku che sono combattenti nello spirito fino a Buongiorno capace di difendere a 40 metri dalla porta e giocare in anticipo, passando per i centrocampisti che si stanno ben dividendo le due fasi.
Anche contro il Como lo switch della partita c’è stato nel secondo tempo. Dopo la prima metà fatta anche di sofferenza in cui gli azzurri hanno subito le scorribande dei ragazzi di Fabregas, Nico Paz su tutti, all’intervallo Conte è intervenuto dando dettami chiari ai suoi. Nella seconda frazione, quindi, i giocatori del Napoli hanno riaggredito subito gli avversari conducendoli all’errore decisivo che ha portato al rigore del 2-1.