Okafor ha raccolto pochissime presenze quest’anno, per tale motivo pare difficile possa essere lui a sostituire David Neres
Noah Okafor è stato l’ultimo colpo del mercato del Napoli nella finestra di riparazione. L’attaccante svizzero, infatti, è arrivato in azzurro a poche ore dal gong finale. Una trattativa rapida, quella imbastita con il Milan, conclusasi sulla base di un prestito da 2,5 milioni di euro più eventuale diritto di riscatto (22,5 milioni) da poter esercitare la prossima estate. L’ex Salisburgo, come detto, è arrivato in Campania con il compito di riempire il vuoto nelle gerarchie lasciato da Kvara, partito direzione Parigi. Una scelta che sotto diversi punti di vista si è presentata agli occhi della piazza come un piano B. La decisione di virare sullo stesso Okafor, dopo aver a lungo corteggiato Garnachi, Adeyemi e Saint-Maximin, ha quindi raffreddato gli entusiasmi dei tifosi orfani dell’esterno georgiani.
Okafor pur essendo stato considerato un golden boy in passato, da diverse stagioni sta faticando sia sul piano delle prestazione che del minutaggio. Durante la sua avventura a Milanello, infatti, non è mai riuscito a ritagliarsi un ruolo da vero protagonista dovendosi spesso accontentare di pochi scampoli di partita. Ad incidere in questo senso, sono state principalmente le difficoltà di natura fisica dello svizzero. I moltissimi infortuni, difatti, non gli hanno mai permesso di entrare a pieno regime convivendo perennemente con qualche acciacco di troppo. Una fragilità, dunque, testimoniata anche dal mancato trasferimento al Lipsia. Il club tedesco aveva l’accordo con il Milan per il passaggio del calciatore in Bundes, tuttavia l’operazione è sfumata a causa delle poche garanzie ottenute dalla società durante le visite mediche.

L’emergenza Napoli
In questo periodo di emergenza sulla fascia sinistra del Napoli, dopo lo stop per 40 giorni di David Neres, c’è curiosità nel capire su quale delle possibile alternative deciderà di puntare Antonio Conte. I più quotati paiono essere Ngonge, Raspadori ed Okafor. Stando allo scenario finora descritto, risulta difficile che lo svizzero possa già da subito raccogliere lo scettro e la conseguente titolarità del suo collega di reparto. Molto più probabile, al contrario, è che l’ex Basilea possa partire dalla panchina contro la Lazio per poi provare ad incidere nell’eventiuale minutaggio a disposizione.