Il Vicepresidente della Camera, tra le altre cose, critica l’emendamento approvato che concede alla Lega Serie A una rappresentanza ridotta e insufficiente
Intervenuto su CRC, radio partner della SSC Napoli, l’Onorevole Giorgio Mulé, Vicepresidente della Camera, ha discusso apertamente sul tema delle riforme necessarie per il sistema calcio e sull’autonomia limitata della Lega Serie A rispetto alla Federcalcio. “Il sistema calcio va completamente riformato. La questione è: cosa fa la Federcalcio per attuare queste riforme?” ha dichiarato Mulé, sottolineando la necessità di un cambiamento sostanziale.
A partire dall’emendamento del decreto dello sport, che prevede una maggiore autonomia per la Lega Serie A, Mulé ha espresso il suo disappunto: “L’emendamento del decreto dello sport in cui ci sono delle formulazioni sull’autonomia alla Lega Serie A è stato ridotto rispetto all’equa rappresentanza della Lega. Ovviamente la prospettiva è che si trovi al più presto un accordo che possa regolare i rapporti tra la Lega Serie A e la Federcalcio. Il passaggio dai tre consiglieri ai quattro riconosce solo il 2% in più di autonomia alla Lega Calcio”.
Nonostante i tentativi ripetuti in Parlamento per bloccarlo, l’emendamento è stato infine tradotto in legge. Tuttavia, per il Vicepresidente della Camera, questa riforma non è sufficiente: “Alla Lega Calcio è riconosciuta solo una parziale autonomia nell’organizzazione dei campionati e su tutte le vicende che interessano la Lega dove, però, pesano comunque le decisioni della Federcalcio. Tutto ciò, ovviamente, tradisce il principio di Autonomia che definirei ‘Autonomia Truffa’. È una presa in giro!”
L’Onorevole ha approfondito la questione, spiegando come, a suo avviso, l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di garantire un sistema in cui la Lega Serie A possa agire autonomamente senza essere condizionata dalle politiche conservative della Federcalcio: “Autonomia alla Lega? Lo scopo è di non avere delle norme che obbediscano alla politica della Federcalcio che tende spesso ad essere molto conservativa, ma apparterrà anche alla rappresentanza delle società della Lega Serie A che conoscono tutte le problematiche del campionato,” ha aggiunto Mulé.
Nonostante la Lega rimanga in minoranza nel consiglio in termini di rappresentanza e voti, secondo Mulé si percepisce un timore nei confronti delle possibili iniziative della Lega che potrebbero infastidire la Federcalcio: “La Lega Serie A sarebbe comunque in minoranza in termini di rappresentanza e di voti in consiglio ma, comunque, si ha paura che la Lega prenda iniziative che possano infastidire la Federcalcio”.
Mulé ha quindi ribadito che la politica non intende intervenire nell’autonomia dello sport, ma ha sottolineato che questa autonomia deve servire il bene del calcio nel suo insieme: “Lo sport non può essere una repubblica federale indipendente sulla base di un gruppo di potere che si autogestisce. La politica non vuole mettere le mani nell’autonomia dello sport che, però, deve essere esercitata non facendo del bene solo ad alcune persone nel calcio”.
Riconoscendo il valore della cultura manageriale nello sport, Mulé ha inoltre lodato il ruolo del Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis: “Il Presidente De Laurentiis è espressione di una realtà calcistica. Il suo ruolo è fondamentale, rappresenta la cultura manageriale applicata allo sport. È ovvio che lui faccia i suoi interessi e fa bene”.
Infine, ha chiuso il discorso distanziandosi dalle vicende giudiziarie che riguardano il Presidente della Federcalcio Gravina, auspicando che queste non influenzino il dibattito sulle riforme: “Le vicende giudiziarie di Gravina? Restino fuori da queste dinamiche”.
Fonte: Radio CRC