Dalla BBC a L’Équipe: elogi unanimi per una semifinale fuori dagli schemi
La semifinale tra PSG e Bayern Monaco ha scosso l’Europa calcistica come poche partite negli ultimi anni. Non solo per il risultato, quel 5‑4 che da solo non basta a raccontare la portata dello spettacolo, ma per la sensazione diffusa di aver assistito a qualcosa di raro, quasi anacronistico nel calcio moderno. Un calcio che, come ricorda la BBC, troppo spesso “vive di difensivismo e gol sui calci piazzati”. Ecco perché questa sfida è stata definita un vero antidoto alla noia. L’entusiasmo ha attraversato il continente. L’Équipe ha parlato di “Calcio totale”, mentre il catalano Sport l’ha definita “un’ode al calcio”.
In Germania, Kicker ha celebrato “Giganti d’Europa” e un ritmo “mai visto prima”. Le parole dei protagonisti hanno confermato la sensazione generale: Luis Enrique, raggiante, ha ammesso che “è stata la più bella da quando alleno”, mentre Vincent Kompany ha riconosciuto che contro avversari di quel livello “non ci sono mezze misure: o attacchi, o attacchi”.
Resta, inevitabile, il dubbio che un punteggio così largo sia figlio più delle difese allegre che degli attacchi scintillanti. Clarence Seedorf, oggi commentatore, ha sintetizzato il pensiero di molti: “Chiedete ai portieri se sono contenti del risultato”. E ha aggiunto un’osservazione significativa: in una stagione in cui l’Arsenal ha costruito molte vittorie senza subire gol, “se c’è una squadra che può vincere la Champions, sono loro”.
La partita, comunque, ha riscritto alcune statistiche: è la prima semifinale in cui entrambe le squadre segnano almeno quattro gol, e la prima edizione della Champions in cui due club superano quota 40 reti (43 il PSG, 42 il Bayern). Numeri che certificano la portata dell’evento. Ora resta solo da attendere il ritorno a Monaco, con una certezza: dopo una notte così, l’Europa vuole vedere come andrà a finire.