Il tecnico dell’OM tende la mano al centrocampista dopo la rissa: “Non metto croci sulle persone, sono pronto ad aiutare”
Adrien Rabiot e l’Olympique Marsiglia: una storia ancora tutta da scrivere, ma forse non ancora conclusa. Dopo settimane di tensione, alimentate da una rissa nello spogliatoio che ha portato all’esclusione del centrocampista francese dalla rosa, Roberto De Zerbi ha rotto il silenzio, parlando pubblicamente e con grande trasparenza del caso. L’obiettivo? Provare a ricucire. L’ex allenatore del Brighton ha ammesso il proprio disappunto per l’accaduto, ma non ha chiuso le porte a Rabiot, anzi, ha fatto un passo nella sua direzione: “La speranza che ho – e non è solo legata al valore del giocatore, ma alla persona che è – è che, anche se ha commesso un errore, ci sia la possibilità di ricomporre la cosa, che le cose si sistemino.”
La rissa, scoppiata a porte chiuse, ha coinvolto anche Jonathan Rowe, ora passato al Bologna. Un dettaglio che, paradossalmente, potrebbe facilitare il reintegro di Rabiot all’interno del gruppo.
Secondo quanto riportato da Téléfoot, Rabiot si sarebbe presentato due giorni fa al centro sportivo della Commanderie per scusarsi con il tecnico italiano. Un gesto importante, anche se non ancora sufficiente per far calare definitivamente il sipario sulla vicenda.
De Zerbi, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di una volontà condivisa per risolvere la questione:
“Io non sono una persona che sbatte le porte in faccia. Non sono l’unico a decidere, il club viene prima dell’allenatore. Ma Adrien è una brava persona. […] La volontà di riconciliarsi deve venire da tutti, da entrambe le parti.”
Ora la palla passa al presidente Longoria e al direttore sportivo Benatia, che dovranno valutare se accogliere il messaggio distensivo di De Zerbi e trovare una via per riportare Rabiot in squadra. Una scelta che potrebbe avere riflessi non solo tecnici, ma anche profondamente umani.