I due attaccanti azzurri messi in ombra prima da Osimhen e poi da Lukaku
Trovare spazio in un grande club è sempre difficile e questo lo sanno bene Raspadori e Simeone costretti, prima da Osimhen e poi da Lukaku, alla panchina. Entrambi gli attaccanti, ad inizio stagione, sembravano avere buone possibilità di scendere in campo dal primo minuto alternandosi sempre ciò però è durato fino alla terza giornata, quando “Big Rom” – subentrato all’attaccante argentino – ha trovato subito il gol al debutto mettendo in chiaro che il posto da titolare sarebbe stato il suo. Né Jack né tantomeno Giovanni, nelle prime tre giornate di campionato, hanno dimostrato di poter trascinare il reparto offensivo azzurro che nel gigante belga ha trovato il suo punto forte.
Le pecche di Raspadori sono state diverse, dalla mancanza di cattiveria sotto porta al cattivo posizionamento in campo. Entrambi questi fattori potrebbero essere causati dal fatto che l’italiano non ha mai trovato il giusto appeal con quella posizione, prediligendo più un ruolo da falso 9 o da trequartista/esterno. Caso diverso per Simeone che sembra essere ancora ben lontano dalla condizione stratosferica di due anni fa, la quale permise a Luciano Spalletti di sopperire alla mancanza di Osimhen permettendo al Napoli di non perdere la testa della classifica portando a casa punti importanti che, alla fine, valsero la conquista del terzo scudetto ai partenopei.