L’allenatore racconta aneddoti, ricordi e giudizi su Cagliari, Pisacane e Maradona
Giorgio Roselli, allenatore, ospite di Stile TV nella trasmissione “Salite sulla giostra”, ha offerto una serie di riflessioni che spaziano dal presente del Cagliari ai ricordi più intensi della sua carriera. Una frase, più di tutte, restituisce il tono del suo intervento: “Conte è un idolo per me”. L’allenatore ha iniziato analizzando la situazione dei rossoblù: “Il Cagliari ha ancora un buon margine sulla terzultima, la Cremonese è in difficoltà. Il Cagliari ha fatto talmente tanti punti che al momento rischia poco, ma deve tornare a fare punti. Col Napoli non sarà facile, ma poi ci sono ancora 6 partite da giocare e ha preso un vantaggio che può mettersi in difficoltà da solo.”
Poi un passaggio dedicato a Fabio Pisacane, che Roselli conosce bene: “Pisacane l’ho allenato a 19 anni, lì veramente non sembrava uno che potesse fare l’allenatore. Ma era tanto giovane ed ha fatto poi una carriera importante. Il presidente del Cagliari ha avuto un coraggio pazzesco a dare la squadra per la prima volta a Pisacane che però sta facendo vedere cose interessanti.”
Il momento più emozionante arriva quando Roselli ricorda un episodio legato ad Antonio Conte: “Conte è un idolo per me, non lo conosco personalmente, ma lo ricordo in un modo fantastico. Vi racconto un aneddoto: non avevo il suo numero di telefono, quando ero a Grosseto il presidente dopo 3 partite mi mise in discussione e sulla Gazzetta scrissero che Conte avrebbe preso il mio posto. Mi arrivò una telefonata da un numero che non conoscevo, era Conte, mi disse di stare tranquillo perché non sarebbe venuto. Una cosa del genere la fanno solo i grandi.”
Infine, un tuffo nel passato, quando Roselli si trovò di fronte a un certo Diego Armando Maradona: “Affrontai a Pescara Maradona in Coppa Italia, a metà del secondo tempo Diego si alza, entra e io e Gasperini eravamo i due centrocampisti del Pescara. Gasperini mi disse adesso faccio una bella entrata altrimenti Maradona ci fa male, ma in quella entrata non solo non colpì il pallone, ma non prese neanche lui!”
Un intervento ricco di sincerità, aneddoti e rispetto verso figure che hanno segnato il calcio italiano.
Fonte: Stile TV