Stefano Tacconi è sempre senza peli sulla lingua. L’ex portiere della Juventus ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui parla dei portieri italiani. “Ci sono ancora in giro, allora? – scoppia a ridere – D’albergo sono migliori”.
Che cosa ne pensa di Buffon al Paris Saint Germain?
“Se va per i soldi lo capisco, se va per la Champions m’incavolo, allora poteva rimanere alla Juve… Sarei contento – esagera – se andasse in finale contro la Juve e la perdesse”.
E di Perin alla Juve con Szczesny davanti che ne dice?
“Si è cacciato in una situazione difficile. In genere in una squadra c’è un portiere forte e l’altro un po’ meno perché il titolare si deve sentire tranquillo. Così rischia di giocare soltanto la Coppa Italia. Io non l’avrei mai fatto alla sua età… ai miei tempi Bodini aveva giocato anche troppo, giusto perché una rovesciata di Pruzzo mi causò un grave infortunio alla mano”.
Lei ha smesso a 38 anni con la maglia del Genoa…
“Dopo aver vinto tutto con la Juve. Il fatto è che a vent’anni senti una goccia di sudore e ti passa, poi ne senti di più e bruciano gli occhi, a 38 anni… non vedi più la palla, meglio mollare. Fu un addio brusco, i tifosi mi contestarono e io non le mandai a dire”.
Donnarumma?
“Licenzierei chi lo allena, non puoi parare con le gambe divaricate, spingi molto meno, rispetto all’anno scorso è regredito. Per me il fratello è più forte perché è più esperto. Bravo invece Bonaiuti, nell’Inter, ad allenare Handanovic”.
E lei?
“Mi allenava Zoff, sono stato fortunato. Mi infondeva tranquillità, fondamentale per stare tra i pali. “Non ti devo insegnare, io ti devo allenare”, mi diceva. Grande personalità”.
Come vede il suo amico-nemico Zenga allenatore?
“E’ inguardabile – scoppia a ridere – un portiere non può fare il tecnico. Sì, Zoff per un po’ l’ha fatto, ma è durato poco”.
I primi tre portieri al Mondiale?
“Alisson, Neuer, Keilor Navas”. Pausa. “Ma si può? In Russia c’è Panama, ma non ci siamo noi… mi consolo con la chat “Notti magiche”, ideata qualche mese fa da Riccardo Ferri. Ci siamo quasi tutti – e mostra la lista -. Mi scoccia che il numero uno è Zenga – conclude ridendo – ma Pagliuca l’abbiamo messo in panchina”.