L’ex direttore sportivo della Lazio si esprime sul suo operato all’interno della dirigenza biancoceleste
Igli Tare, alle colonne di Radio Serie A, ha rilasciato dichiarazioni sul suo trascorso alla Lazio: “Se penso ad uno dei colpi più belli, penso per forza al primo colpo che ho fatto: aver portato Cristian Brocchi che arrivava dopo un periodo difficile con il Milan, alla Lazio è stato fondamentale soprattutto nel primo anno per raggiungere degli obiettivi. L’altro colpo che ci tengo a ricordare è Hernanes, il primo vero grande colpo. C’era molto scetticismo su questa operazione, erano tutti convinti che non saremmo riusciti a portarlo da noi perché era molto richiesto da squadre molto importanti e blasonate. Ricordo volentieri anche Hernanes: io ero in una stanza e nell’altra c’era il Lione, il club faceva due trattative parallele, l’ho capito solo alla fine ed Hernanes è entrato nella stanza del Lione e ha detto che anche se gli offrivano più soldi lui sceglieva la Lazio perché percepiva passione, amore. Le trattative sono possibili solo grazie alla combinazione di più situazioni: servono capacità, tempismo e fortuna”.
Tare successivamente svela un retroscena: “Feci incontri anche per Cavani e Kim, ma sfumarono. Cavani era in rottura con il Palermo, incontrai gli agenti, avevamo l’ok del giocatore ma poi Zamparini disse no e Cavani andò al Napoli. Kim lo avevo scoperto 3 anni prima che arrivasse in Italia, avevo fatto anche un’offerta abbastanza importante, di cinque milioni allo Shangai ma non accettarono. Poi il calcio cinese crollò ma non avevamo più lo slot per gli extracomunitari e andò al Fenerbahce”.
Sulle cessioni: “A Lotito non piace cedere, si affeziona ai giocatori. Tutte le cessioni fatte sono passate da richieste espresse dai giocatori, come i casi di Biglia, Candreva, Keita, lo stesso Hernanes, Milinkovic per un discorso di plusvalenza che sarebbe stata importante anche per gli ultimi tre anni della nostra gestione. il Presidente è comunque andato avanti, gestendo la società con l’intento di tenere tutti i migliori giocatori, nonostante le difficoltà”.